I miti sulla sperimentazione animale e sulle alternative

mythfacts

I più diffusi miti riguardanti le metodologie alternative e la sperimentazione animale vengono qui demoliti. Lo scopo è contrastare la disinformazione,  le infondatezze, le inesattezze  ed i  pregiudizi che dilagano nel web ed evitare che vengano strumentalizzati. Cerchiamo di fare chiarezza, fornendo ai lettori delle fonti scientificamente affidabili e consultabili, a sostegno di quanto affermato.

  1. I modelli animali sono validi per il semplice fatto di essere modelli in vivo (“in vivo veritas”)   e pertanto non necessitano di essere sottoposti a particolari procedure di validazione come invece quelli in vitro.
  2. Il sacrificio degli animali è giustificato poiché serve alla nostra salute.
  3. Non esistono metodi alternativi: quelli esistenti vengono già utilizzati e sono complementari alla s.a.
  4. Se non ci fossero i test su animali dovremmo testare i nuovi farmaci direttamente sugli esseri umani.
  5. L’uomo ed il topo condividono oltre il 90% del DNA, quindi sono simili.
  6. In vitro non potrà mai mimare la complessità in vivo.
  7. I caratteri evolutivamente conservati tra l’uomo e gli organismi modello sono sufficienti a giustificare la s.a.
  8. Gli animali sono inutili per la ricerca biomedica.
  9. I metodi in vitro human based non hanno limitazioni e sono sempre predittivi della condizione umana in vivo.