Cosa potrebbe comportare un’eccessiva fiducia nel modello animale?

Un eccessivo affidamento al modello animale, come riportato più volte e da più autori in letteratura, potrebbe comportare seri danni alla ricerca, principalmente in 3 modi:

  • In modo diretto permettendo che farmaci e sostanze inefficaci o potenzialmente pericolosi giungano alle fasi cliniche (sull’uomo), poiché non è stato possibile rilevarne gli effetti farmacologici o tossici durante le fasi precliniche, a causa delle differenze nella biologia e nel metabolismo delle diverse specie. Una falsa sicurezza che potrebbe costare seri danni. I dati FDA sono allarmanti, visto che oltre il 90% dei candidati farmaci che hanno superato con successo le fasi precliniche, non supera le successive fasi cliniche [1], ciò è particolarmente grave in campo oncologico, dove soltanto il 5% dei farmaci che si sono rivelati promettenti sui modelli animali,  supera le successive fasi cliniche [2],[5]. La causa principale di tale fallimento è attribuita all’inadeguatezza degli attuali studi preclinici, in particolare al fatto che esiste un eccessivo affidamento ai modelli animali (ed a metodi in vitro su di essi basati o comunque inadeguati) [3], [4].
  • In modo indiretto facendo sì che sostanze potenzialmente utili nella cura di malattie umane vengano scartate in fase preclinica poiché risultate inefficaci o tossiche sugli animali. Un banalissimo esempio:  l’acido acetilsalicilico (aspirina) verrebbe eliminato nelle fasi precliniche in quanto tossico per la maggior parte dei mammiferi. In questo caso si può considerare una fortuna che nel 1890, ai tempi della sintesi dell’acido acetilsalicilico, non esistevano i regolamenti di oggi in materia di test tossicologici [6]. Per quanto riguarda la ricerca di base, il caso dell’immunologia è emblematico nel dimostrare  come un eccessivo affidamento al modello animale potrebbe  causare dei ritardi nella comprensione dei meccanismi fisiopatologici umani  e quindi un danno al progresso medico.
  • Un altro modo attraverso cui una over reliance sugli animali potrebbe danneggiare la Ricerca, è la mancata focalizzazione sulla biologia di Homo sapiens e la tendenza a dimenticare che non dobbiamo curare i topi ma l’uomo. La ricerca su animali attualmente assorbe ingenti risorse umane ed economiche che potrebbero essere invece dirette allo sviluppo ed applicazione di metodologie basate sulla biologia umana, di maggiore rilevanza e sicurezza.

Riferimenti bibliografici

[1] Innovation or Stagnation: Challenge and Opportunity on the Critical Path to New Medical Products. U.S. Department of Health and Human Services. Food and Drug Administration. March 2004.

[2] Moreno L, Pearson AD. How can attrition rates be reduced in cancer drug discovery? Expert Opin Drug Discov. 2013 Apr;8(4):363-8.

[3] Mathur A, Loskill P, Shao K, Huebsch N, Hong S, Marcus SG, Marks N, Mandegar M, Conklin BR, Lee LP, Healy KE. Human iPSC-based Cardiac Microphysiological System For Drug Screening Applications. Sci Rep. 2015 Mar 9;5:8883.

[4] Hartung T. Food for Thought Look Back in Anger – What Clinical Studies Tell Us About Preclinical Work. ALTEX. 2013;30(3):275-291.

[5] Mak IW, Evaniew N, Ghert M. Lost in translation: animal models and clinical trials in cancer treatment. American Journal of Translational Research. 2014;6(2):114-118.

[6] Hartung T. Per aspirin ad astra… Altern Lab Anim. 2009 Dec;37 Suppl 2:45-7.

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